Marco Pantani, il nuovo romanzo di Cateno Tempio sul “Pirata” sarà presentato a Catania

Una semplice copertina grigia con al centro la maglia rosa: quella maglia rosa che tutti i ciclisti professionisti sperano di portare a casa almeno una volta nella vita, come vincitori del Giro d’Italia. Così si presenta la copertina del nuovo romanzo dello studioso, scrittore, e poeta Cateno Tempio, dedicato alla vicenda umana e sportiva del “Pirata” del ciclismo italiano: Marco Pantani. Il romanzo, intitolato “L’eroe della montagna- Ascesa e cadute di Marco Pantani” (Editore Villaggio Maori, nella collana Fibre) sarà presentato venerdì 14 aprile 2017 (ore 19:00) presso lo Zeronove Ciclobar di Catania (Via Opificio 9), un particolarissimo bar che è anche officina e negozio per e di biciclette. Oltre ad offrire un servizio di noleggio bicilette e di vendita di oggetti ciclistici realizzati dai membri del locale, qui è possibile mangiare, rilassarsi e discutere in compagnia mentre si attende la riparazione della propria bicicletta o a prescindere da questo. L’incontro sarà presieduto dai relatori Pietro Ingallina e Salvatore La Porta.

Nella storia del Giro d’Italia (ormai giunto alla sua 100esima edizione contando la prossima gara di maggio) in molti sono stati gli italiani che hanno avuto il privilegio di indossare la famosa maglia per qualche tappa. Pochi, invece, sono stati quelli che sono riusciti a portarla a casa nel corso dell’ultima frazione. Ancora più difficile è stato realizzare la famigerata accoppiata, che prevede la vittoria finale delle due più importanti corse a tappe del mondo (Giro d’Italia e Tour de France. Oggi si parla spesso di tripletta, accorpando anche la vittoria alla Vuelta di Spagna) nell’arco della stessa stagione sportiva. Gli atleti italiani che sono riusciti in quest’ultima impresa sono stati veramente pochi, e tra loro c’è anche il “Pirata” (successi ottenuti nel 1998). Ma per Marco Pantani non si è trattato di una bella storia sportiva a lieto fine. Ed anzi, come magistralmente cerca di mettere in luce Tempio nel suo scritto, l’essere umano Marco è stato messo in ombra e schiacciato dalla leggendaria figura ciclistica che era diventato. Un Marco nemico principalmente di se stesso, dunque, e che non ha saputo reagire positivamente a tutte le cose che negli anni sono state dette sul suo caso.

La vicenda sportiva  e giudiziaria che riguarda la persona di Marco Pantani è stata per anni e continua ad essere, ancora oggi, sotto gli occhi di tutti. Il 14 febbraio del 2004 il ciclista, ormai a carriera conclusa, è stato ritrovato morto nella sua camera d’albergo a Rimini. Si è detto e scritto molto in merito: il “Pirata” sarebbe caduto in depressione a causa della fine della lunga storia d’amore con la fidanzata Christine e, contestualmente, non avrebbe mai mentalmente superato le accuse di doping mosse a suo carico il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio. A nulla sono valse le dichiarazioni d’innocenza di Marco Pantani, che ha sempre sostenuto l’esistenza di un complotto sportivo ordito ai suoi danni: il caso è stato archiviato come suicidio (per intossicazione acuta da cocaina). Grazie alle lotte portate avanti dalla signora Tonina Pantani, la madre di Marco da sempre convinta che suo figlio non si sia tolto la vita, le indagini sono state riaperte nel 2014 per la valutazione delle nuove prove che sarebbero emerse nel corso di questi anni e che avrebbero portato al reato di omicidio volontario. Il caso è stato di nuovo archiviato nel 2015 con il ritorno alla tesi del suicidio. Nel 2016 sarebbero invece emerse delle prove che confermerebbero la versione dello stesso Pantani secondo cui le sue analisi del sangue sarebbero state volontariamente alterate durante i controlli di Madonna di Campiglio. Nemmeno queste indagini, causa intervenuta prescrizione dei reati, hanno portato a delle effettive condanne.

Cateno Tempio

Per la locandina

Maria Mento

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