UNICT: il latinista Ivano Dionigi presenta il suo nuovo libro al Monastero dei Benedettini

Il “tour” culturale che lo studioso e latinista Ivano Dionigi sta compiendo tra varie città italiane per la presentazione del suo nuovo libro ha previsto anche una sosta a Catania, nella giornata di venerdì 24 marzo 2017 (inizio dell’incontro fissato per le ore 10:00) presso l’aula A1 del Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Il libro del professore Dionigi si intitola “Il presente non basta. La lezione del latino” ed è stato pubblicato da Mondadori nel 2016: da quel momento si sono succedute le diverse presentazioni del volume, che si sono anche arricchite della partecipazione di personalità istituzionali di grandissimo spicco, come quella del Presidente emerito Giorgio Napolitano (presente all’incontro di Roma dello scorso 17 gennaio) che sotto il rettorato di Dionigi a Bologna ha ricevuto una laurea honoris causa in Relazioni internazionali nel 2012.

L’incontro di giorno 24 vedrà la presenza dei professori Rosa Maria D’Angelo e Giacomo Pignataro, rispettivamente Ordinari di Lingua e Letteratura Latina e di Scienza delle Finanze presso l’Università degli Studi di Catania; i due si confronteranno con il latinista e  loro collega dopo la presentazione introduttiva di Marina Paino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche.

Il breve ma intenso libro di Ivano Dionigi è dedicato ad una sostanziale riflessione sugli influssi che il mondo antico ha sul mondo odierno e che si può condensare in un’unica domanda: se è vero che il latino è ormai una lingua morta, come i più si ostinano oggi a considerarla, come mai è negli autori latini, e non nei nostri testi più specifici, che riusciamo a trovare le risposte alle questioni che più ci incuriosiscono o tormentano? Forse, bisognerebbe ammettere una volta per tutte che la lingua latina non è affatto morta: come madre della lingua italiana continua a vivere in essa e nelle parole che ne sono derivate e che noi oggi usiamo spesso meccanicamente, senza badare alla loro origine o al loro significato. Esattamente come una madre continua a vivere attraverso i propri figli, i quali ne ereditano parte del patrimonio genetico, allo stesso modo il latino non è affatto morto ma si è trasformato e continua a vivere nel nostro italiano. Politica, scienza e religione sono le tre parole magiche che tengono le fila del discorso di Dionigi, il quale, attraverso gli esempi delle parole di Cicerone, Seneca e Lucrezio, mai passate di moda sebbene siano trascorsi più di 2000 anni da quando furono pronunziate o scritte, spiega come da sempre l’uomo abbia cercato tramite queste vie di dare una risposta ed un senso alla vita ed alle cose. La nostra società è diventata la società governata dai mezzi di comunicazione, e questo sta comportando la sostanziale esclusione dalle nostre vite di tutto ciò che è ritenuto antico, in contrapposizione alle novità che ci vengono propinate come verità assolute o come mezzi utili per raggiungerle. Ma non ci può essere alcuna verità senza ricerca e senza la conoscenza delle proprie origini. In questa chiave si deve guardare alla lingua latina: è un’eredità comune che ci ricorda chi siamo stati in passato e quali legami abbiamo avuto, costituendo di fatto una memoria senza la quale non potrebbe esserci futuro. Come detto dallo stesso Dionigi, il latino “è un’antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica”.

Ivano Dionigi è uno dei più importanti e preparati latinisti che operano sul nostro territorio nazionale. Dopo essersi laureato in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna ed aver continuato a perfezionare la sua preparazione, riesce a diventare Professore Ordinario di Letteratura Latina all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 1990. Nel 1997 torna da professore in quell’Università di Bologna che già lo aveva visto studente: ne viene eletto Magnifico Rettore nel 2009. Ricopre questa carica fino al 31 ottobre del 2015, e nel frattempo, nel 2012, Papa Benedetto XVI lo nomina Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, di cui è tuttora il primo presidente. Dionigi è stato anche il fondatore, presso l’Alma Mater di Bologna, del Centro StudiLa permanenza del Classico”. Nella sua lunghissima carriera è riuscito a generare una sconfinata produzione scientifica: si parla di più di cento pubblicazioni incentrate sul mondo e sul pensiero latino e sulla sua influenza nella cultura italiana ed europea. Le sue indagini si soffermano soprattutto sulla riflessione filosofica di Lucrezio e Seneca e sulle dinamiche relative al difficile rapporto Pagani-Cristiani, che ha attraversato tutto il periodo imperiale romano.

Crediti fotografici

Maria Mento

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