Ursino Buskers, la riscoperta dei giochi non tecnologici al Castello Ursino

La zona centrale di Catania dominata dalle architetture di Castello Ursino e dalle particolarità (soprattutto di storie umane) di un quartiere come quello di San Berillo sarà ancora protagonista, domenica 12 marzo 2017 (ore 16:00), di un evento organizzato nel segno della Prima Residenza d’Artista Ursino Buskers 2017. La rassegna Ursino Buskers, attiva dal 2014 e promossa dall’Associazione Gammazita, è il primo festival delle arti di strada catanese e raggruppa eventi, progetti, spettacoli, giochi e laboratori creativi che hanno lo scopo di avvicinare il più possibile la cittadinanza, di creare occasioni di svago ed anche possibilità nuove per i ragazzi a caccia di una loro identità.

Lo spettacolo di domenica pomeriggio è incentrato su un’esibizione di danza contemporanea del trio femminile che ha formato il “Collettivo Iddre” e che si esibiranno nel cortile interno di Castello ursino. Si tratta di tre ragazze, Jessica Eirado Enes, Iro Grigoriadi e Marika Meoli, che danzeranno non soltanto per deliziare il pomeriggio domenicale dei presenti ma soprattutto per fare una denuncia simbolica attraverso la loro arte. Il loro spettacolo si intitola “È vietato il gioco della palla” e vuole mandare un messaggio forte che indirizzi verso la riscoperta dei giochi fatti per strada, all’aria aperta, e che siano basati sul contatto umano (come accadeva una volta ai nostri nonni che erano liberi di giocare per le strade ancora quasi del tutto prive di automobili), in piena contrapposizione con i giochi con cui i ragazzi sono abituati a giocare oggigiorno: soprattutto giochi di stampo tecnologico e molto spesso da poter condurre in piena solitudine, evitando di frequentare i propri coetanei e creando dei veri e propri casi di incomunicabilità generazionale con i più adulti.

Il titolo dell’evento vuole essere un’autentica provocazione da leggersi al contrario. Mentre il titolo “È vietato il gioco della palla” è allusivo di una forma mentis che i tempi moderni, votati alla tecnologia ed a tutti gli accessori ad essa connessi, vogliono silenziosamente inserire nei nostri modi di agire e di pensare, rendendoci letteralmente schiavi di un “comportamento di massa” che piano piano ci allontana dal nostro libero modo di sentire ed interpretare il mondo circostante, l’invito che vogliono fare le ragazze del Collettivo Iddre è proprio l’esatto opposto: è vietato NON giocare a palla, nel senso che non è concepibile dimenticare le forme di aggregazione e di gioco più genuine, immediate e socievoli.

Le ragazze del trio si sono incontrate per la prima volta nel 2016 e hanno iniziato il loro lavoro con una sperimentazione condotta tra le vie del centro storico di Venezia. L’iniziale duo, composto da Jessica e Marika, si è poi arricchito con l’incontro di Iro, impegnata in un progetto di servizio civile internazionale presso un circo per bambini che si trova a Berlino. Tutte e tre le ragazze, giovanissime (la più “anziana” ha 25 anni), sono legate, a vario titolo, alla città di Catania, le cui strade sono state d’ispirazione per la nascita di questo spettacolo di danza contemporanea urbana. È la danza che si sviluppa in strada e prende spunto dai giochi del passato che queste strade hanno contribuito ad animare. Le strade di Catania sono per le ragazze dei “veri e propri living theater” che sono rimasti intatti nel tempo e questo le ha portate alla riscoperta degli antichi giochi che hanno cercato di tradurre con il linguaggio della danza e dei loro corpi.

Maria Mento

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