La Collegiata, un architetto polacco e le chiese più belle di Catania

Vi siete mai chiesti chi sia stato a ideare molti dei gioielli architettonici della nostra amata Catania? Se siete curiosi di saperlo e di scoprire una delle fervidi menti che ha fatto parte del nostro passato, allora c’è un’iniziativa che fa per voi. Giorno 5 marzo, l’associazione culturale Onde e Lapilli vi affascinerà con un fantastico tour guidato, della durata di h 2:15, con guida regionale abilitata (per info e prenotazioni consultate qui).

Questo percorso sarà dedicato alla scoperta del misterioso architetto polacco Stefano Ittar (1724-1790) che realizzò diversi monumenti per Catania. Il percorso permetterà di visitare le opere più importanti a lui attribuite nel centro storico di Catania. Si inizierà dalla Chiesa di San Placido, della quale saranno visti gli interni e si conoscerà la storia, poi si procederà con la Basilica Collegiata e si salirà fino alla spettacolare ex piazza San Filippo (l’attuale piazza Mazzini), si osserverà l’esterno della Chiesa della SS. Trinità, si raggiungerà piazza Dante,  per andare infine nell’enorme Chiesa di San Nicolò l’Arena dalla facciata incompleta, all’interno della quale si potrà vedere l’imponente organo barocco di Donato Del Piano, la meridiana di Sartorius e Peters, la sagrestia dotata di armadi settecenteschi, il sacrario ai caduti della I guerra mondiale e le numerose opere pittoriche sui maestosi altari.

Ma vediamo un po’ chi era Stefano Ittar: nacque a Ovru? (nell’attuale Ucraina, allora facente parte della confederazione Polacca-Lituana). Non conosciamo molto della prima fase della sua vita ma sappiamo che dal 1754 al 1765 risiedette a Roma dove consolidò i suoi studi. Nel 1767 si trasferì a Catania e sposò Rosaria, figlia dell’importante architetto Francesco Battaglia, incaricato pubblico nella Città di Catania e sovrintendente anche dei lavori del palazzo di Don Ignazio Paternò Castello Principe di Biscari, diventato il protettore di Ittar. Stefano Ittar ebbe nove figli, tra cui Sebastiano (1768-1847) ed Enrico (1773-1850), che seguirono le orme del padre. In particolare Sebastiano realizzò la Pianta topografica della città di Catania (incisa su rame a Parigi nel 1832 ca., cm 78,5×53,4 – Biblioteche Riunite “Civica e Ursino Recupero” di Catania), e molte altre pregevoli opere, tra cui lo studio e il rilievo di monumenti antichi e incisioni di paesaggi dell’Etna (molti conservati presso il Museo Civico di Castello Ursino).

Insieme al suocero, Stefano Ittar, ebbe un rapporto artistico non indifferente per la realizzazione del barocco catanese. Di Stefano Ittar sono la porta Ferdinandea (1768), la piazza di S. Filippo (1768-69), la chiesa della Trinità, la cupola (1768-80) per il monastero benedettino di San Nicolò l’Arena e l’attuale piazza Dante (1774-75). Inoltre, si sostiene gli appartengano i prospetti della Basilica Collegiata (1768), la chiesa di S. Martino dei Bianchi (1774), la chiesa del monastero di S. Placido (1769), l’ultimazione del Palazzo di Città di Catania, il prospetto del Priorato della Cattedrale, i palazzi Pardo a Misterbianco, la chiesa e una parte del monastero della SS. Annunziata di Paternò (dal 1768), la ricostruzione della cupola del duomo di Noto (crollata nel XIX secolo) e il disegno del vestibolo della chiesa di S. Michele di Acireale. Nel 1785 si trasferì a Malta dove si dedicò alla realizzazione della Biblioteca per l’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni. Qui morì nel 1790.

Dopo questo tuffo conoscitivo, adesso, non vi resta che cogliere quest’occasione e lasciarvi trasportare dalla passione per la storia, la cultura e l’amore per la nostra città. Impariamo a conoscere ciò che ci circonda, allontaniamoci dalle abitudini sterili di massa e cogliamo queste opportunità che possono infonderci sempre nuove emozioni!.

M. Lorenza Salamone

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