U cchiu lisciu di Catania, intervista ad Andrea Carollo de La Liscia Catanese

Io e Andrea Carollo ci conosciamo, e a me fa simpatia. Ma questo poco importa perché, evidentemente, non sono il solo a trovarlo un ragazzo spassoso. Oltre me, infatti, sono attualmente 113 mila le persone che hanno deciso di seguire su Facebook La Liscia Catanese, la pagina umoristica che ironizza sulla catanesità. Quel sentimento misto di spacchio, indignazione e orgoglio cittadino che, nei fatti, travalica le classi sociali e caratterizza chi è nato all’ombra del vulcano. Ovunque egli si trovi. Un esperimento, quello di Andrea, nato per gioco ma trasformatosi poi in un vero e proprio scrigno all’interno del quale è possibile trovare battute, proverbi della tradizione ed immagini di vita quotidiana. Ma non solo. Liscia è infatti anche un laboratorio di marketing sociale, uno strumento che ha permesso al suo fondatore di sondare i meccanismi del web e i gusti dei suoi utenti. Un grimaldello per scardinare un sistema d’impresa che, nonostante qualche resistenza, è sempre più attento alle innovazioni dei social network.

Mbare Andrea, com’è iniziata la Liscia? Avevi malu cchi ffari o è una cosa studiata? 

“No ma quale cosa studiata, la nostra pagina Facebook è nata il 2 novembre del 2013, come un vero e proprio passatempo.  L’ho fatto perché conoscevo un sacco di storie, di aneddoti divertenti, raccontati da mio padre, dai parenti, che solitamente facevano divertire molto i miei amici. Per questo motivo ho provato a diffonderle il più possibile. Non c’è stato un programma, era tutto molto libero”.

Un passatempo che però poi è diventato sempre più impegnativo. Forse un lavoro. Come ci sei riuscito?

“Il primo passo è stato quello di fidelizzare gli utenti, ho cercato di creare aggiornamenti sempre più costanti da un lato e, dall’altro, di stimolare gli iscritti a partecipare, a raccontare le proprie testimonianze, le cose divertenti che accadono ogni giorno. In questo modo, nel giro di quattro mesi, ho ricevuto moltissimi messaggi e, attualmente, la pagina può contare su circa 113mila mi piaceA febbraio del 2014 ho poi registrato il marchio presso la Camera di Commercio e ho iniziato un percorso strategico per l’insediamento su altre piattaforme. Come Instagram e Twitter. Ma anche Google plus e Pinterest per poi creare il sito il 2 novembre del 2015. Inizialmente non è andata benissimo, mettere le stesse cose di Facebook  non aveva senso, perciò ho studiato altri modi. Un meccanismo che ha portato nel 2016 siamo riusciti ad avere circa 150 mila accessi di pagina. E tra fine novembre 2016 e inizio gennaio 2017, sulla pagina fFcebook, abbiamo una copertura organica di circa 5 milioni di persone”.

Qual è l’obiettivo della pagina? Cosa vuole trasmettere Liscia a chi legge? 

“Vorrei incrementare il senso di comunità, anche sembra banale mi piacerebbe unire i catanesi nel mondo. Tramite storie divertenti, che non sono solo barzellette, ma vita quotidiana,  raggiungere chi vive fuori. Portarli o riportarli dentro i bari, nei chioschi, nelle strade di Catania. Quello che facciamo non è solo cabaret. La barzelletta in un certo senso ti obbliga a ridere, il racconto di un episodio successo per esempio alla festa di Sant’Agata ha quegli elementi in più per far nascere un sorriso. Il catanese ha bisogno di spacchiarsi. Noi ci spacchiamo sempre in tutte le parti del mondo, ci facciamo belli e forti della nostra appartenenza. Siamo riusciti a fare apprezzare questa liscia anche a chi non è catanese, con le storie non solo in dialetto, ma anche in italiano. Ci seguono persone di milano di trento, e c’è chi ci chiede di tradurre”.

Cosa farai di questa esperienza? Andrai oltre? 

“Con l’evoluzione della tecnologia, in particolar modo con i social, c’è oggi un disperato bisogno da parte delle imprese di relazionarsi con il cliente. Realizzare questo contatto è oggi impossibile solo con la pubblicità invasiva ma si può avere, piuttosto, entrando in contatto con le comunità. L’utente base ha bisogno di mettersi in contatto con l’azienda, sia per informazioni su alimenti, sia per chiedere quando avrà luogo un’iniziativa piuttosto che un’altra. O solamente per dare dei feedback negativi. Ora si fa tesoro di questo. Il mio obiettivo è proprio questo. Con la Liscia vorrei promuovere determinati aspetti del nostro territorio, aiutare le imprese a relazionarsi con il cliente. In questi quattro anni ho imparato proprio questo, ho capito tramite i social cosa vogliono le persone. Come sponsorizzare il proprio brand e sponsorizzarlo, tramite una foto, un video, una storia. Stringere un rapporto tra brand e cliente, fidelizzarlo fino alla fine. Una cosa che non è proprio facile.  Mi ha insegnato come si fa marketing relazionale sul web, tramite una battuta.

di Mattia S. Gangi 

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