Fuck Fake: Robin tra frecciate alla gioventù e frecciate alla scena

Riprendiamo a parlare di rap a Catania tornando a parlare di un pezzo pubblicato da Robin, mc di cui abbiamo già scritto qualche tempo or sono, pubblicato sulla sua pagina ufficiale Facebook.

Un pezzo pressoché senza ritornello, in cui Robin oscilla tra racconti di street life (parla di strada e di droga, ma – a differenza di tanti altri in giro per l’Italia – trasuda credibilità. Forse anche grazie al beat dupstep), frecciate alla gioventù che ha voglia di sfondarsi e di poc’altro  (sarebbe meglio avere una nostra coscienza di classe? Probabilmente sì. In attesa di ciò, ci dedichiamo alle sostanze psicotrope) e frecciate alla scena.

Una scena fake (l’attacco alla stessa è già presente nel titolo della canzone ‘Fuck Fake’), che è sprofondata anche a causa di alcuni influssi della trap e dell’immaginario trap (quello che porta diversi esponenti della scena a parlare con le sneaker. In tal senso, geniale l’attacco di Robin: “usano le scarpe come walkie talkie, parli con le scarpe ma che fai ti droghi?”).

Nel video, che un tempo avrebbero definito ‘street video’, parecchio spazio alla nostra città: la scenografia è rappresentata da scorci di Catania (tra metropolitana, fiera e zona stazione) e questo non può che farci piacere.

Così come i risultati: oltre 4000 views su Facebook in 10 giorni.

Un motivo per continuare a fare questa roba. Una degna risposta al monologo finale (che ricorda un po’ quello di Monty Brogan ne La 25esima ora), in cui Robin chiude dicendo: “Avrei dovuto provare a metterci anima e corpo quando era il tempo giusto per farlo”. Il tempo parrebbe ancora giusto.

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http://etnaeventi.it/2017/11/12/fuck-fake-robin-tra-frecciate-alla-gioventu-e-frecciate-alla-scena/
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