“Paesaggi e altre rarità”, la visione del mondo di Luc De Vos in mostra presso l’Atelier Antonio Recca

Luc De Vos è un artista belga con un fortissimo amore per la città di Catania. Proprio ieri, presso l’Atelier Antonio Recca (Via San Michele 30), è stata inaugurata la sua personale intitolata “Paesaggi e altre rarità” e la mostra sarà aperta al pubblico per una dieci giorni di visite (orario di apertura: tre ore nel tardo pomeriggio, dalle ore 18:00 alle ore 21:00. Estensione dell’orario fino alle ore 22:00 nella serata di chiusura) che dureranno fino al 12 maggio 2017.

De Vos, che ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo dell’arte da autodidatta negli anni ’70 del secolo scorso (ha migliorato ulteriormente la sua formazione studiando presso l’Accademia di Belle Arti di Aalst nel biennio 2014-2016), si dedica a pittura, scultura, collages, e si ispira alle idee formulate dallo psicologo Kurt Lewin, morto nel 1947. Antesignano di quel filone psicologico che fa capo alla psicologia sociale, Lewin, la cui vita ha incontrato momenti difficili a causa delle persecuzioni naziste, sosteneva che l’essere umano non può essere valutato nel suo insieme se non si tiene conto della sua personalità e dell’ambiente in cui egli si è formato. È la famosa teoria del campo: il comportamento di un individuo è determinato dalla sua personalità e dall’ambiente che lo circonda, elementi che vanno a costituire lo spazio vitale di ogni persona e che devono essere considerati di volta in volta, durante ogni valutazione. Lewin è famoso anche per la sua teorizzazione dello “spazio odologico”, uno spazio strutturato in modo finito che va a riempire uno dei tasselli della sua complessa teoria riguardante il mondo psicologico della persona.

La poetica di Luc De Vos, che si definisce  come un animista che cerca di animare le immagini, tende a ribaltare quella che è la normale e consueta percezione delle cose del mondo. L’uomo, l’animale sociale per eccellenza che da sempre è ritenuto appartenere ad una specie vivente superiore per intelligenza e capacità di discernimento rispetto agli altri esseri che popolano il pianeta, viene visto dall’artista come se fosse l’ “ultima ruota del carro”: così come egli ritiene essere l’uomo alla base della piramide evolutiva e non al vertice, allo stesso modo il mondo vegetale ed il mondo animale sono innalzati ad esseri avvolti da un’aura sacrale e mistica.

La Galleria d’arte Antonio Recca, che ospita la personale di De Vos, fa capo all’artista Antonio Recca, scultore e pittore capace di raccontare attraverso la tela le sue inquietudini, con paesaggi cupi, angoscianti, dominati dal nero e da un senso di distruzione (che equivale a rappresentare le violenze che l’uomo compie nei confronti della natura che lo circonda) che vengono tradotti da pennellate vibranti, nate in maniera libera e figlie di una forte tendenza del Recca verso l’astrattismo. L’atelier prende vita negli anni ’90, quando Antonio Recca, dopo una vita trascorsa a reinventarsi nel lavoro (per avere introiti a sufficienza l’artista ha anche lavorato per il Giornale del Sud e come cuoco in Germania), decide di tornare in Italia e di stabilirsi definitivamente a Catania, al fine di ritrovare i suoi affetti più cari e le sue radici.

Per la locandina

Maria Mento

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