Al Teatro Metropolitan andrà in scena una rivisitazione della “Cavalleria rusticana”

Nella serata di giovedì 30 marzo 2017 il Teatro Metropolitan di Catania ospiterà gli artisti de la “Nuova Compagnia Lirica Siciliana” per presentare una loro versione de la “Cavalleria rusticana” del compositore livornese Pietro Mascagni. L’inizio dell’evento è previsto per le ore 21:00. Diretti da Francesco Costa e per la regia di Bruno Torrisi, si esibiranno Marianna Cappellani, Josè Conception, Alessio Quaresima Escobar, Anna Konovalova e Sabrina Messina. Gli interpreti saranno accompagnati, musicalmente e vocalmente, dalla TAOS Orchestra Taormina Opera Stars e dal Coro Lirico Siciliano. Le scene ed i costumi che saranno impiegati per la serata sono stati realizzati da “La Bottega Fantastica”.

“Cavalleria rusticana” è la prima opera teatrale ed anche la più famosa tra quelle composte da Pietro Mascagni, creata su ispirazione della tematica trattata nell’omonima novella scritta dal catanese Giovanni Verga e svolta attraverso un atto unico. Il libretto dell’opera è stato scritto da Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci. La sua prima rappresentazione avvenne nel maggio del 1890 al Teatro Costanzi di Roma e l’opera ebbe un successo strepitoso. “Cavalleria rusticana” è spesso rappresentata in accoppiata o con l’opera breve “Pagliacci”, composta da Ruggero Leoncavallo, o con “Zanetto”, un altro lavoro dello stesso Mascagni.

La trama. L’ambientazione geografica del dramma è quella dei luoghi di Giovanni Verga. Siamo a Vizzini, in provincia di Catania, ed il panorama sociale in cui i protagonisti della storia si muovono è quello della Sicilia contadina di fine XIX secolo, un microcosmo portante in tutta l’opera letteraria verista del Verga. Al centro della vicenda è il racconto dell’amore, deluso, che il giovane Turiddu prova per Lola. Turiddu si dichiara nel giorno di Pasqua, poco prima di partire per svolgere un anno di leva militare. Nonostante la dichiarazione di Turiddu, Lola sposa un altro uomo: Alfio, che di mestiere fa il carrettiere proprio a Vizzini. Turiddu, ferito nei sentimenti e nell’orgoglio, prova la soluzione del “chiodo scaccia chiodo” ed inizia a corteggiare Santuzza.

La povera giovane è solo un infelice ripiego: Turiddu la trascura e spera sempre di vedere Lola nei dintorni della sua abitazione. La gelosia nei confronti di Lola acceca Santuzza, che in maniera insensata decide di ferire le persone che, nel suo modo di vedere, sono causa del suo dolore. Vittima di un equivoco derivato dal cattivo ascolto di un dialogo avvenuto tra Turiddu e Lola, Santuzza rivela ad Alfio che il giovane ha insidiato sua moglie e l’ha fatta cadere in tentazione. Da qui scaturisce un susseguirsi di eventi che porta gli spettatori ad assistere ad un dramma il cui pathos giunge al culmine solo nell’atto finale.

Per la locandina

Maria Mento

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