Dopo il successo degli anni precedenti, Catania jazz ripropone gli “Abbonamenti al buio”

 

Grazie ad idee sempre più innovative e giovani, la Catania jazz è riuscita a portare avanti il suo lavoro ed a superare il trentennio di attività. L’associazione musicale in questione si occupa, dal 1983, dell’organizzazione di concerti jazz a Catania, portando in città il meglio del jazz nazionale ed internazionale, e tutto ciò passando anche attraverso stili musicali diversi come la New Age e la musica orientale. I membri di Catania jazz possono vantare di aver organizzato il primo Womad festival in Italia: un festival internazionale delle arti, che celebra diverse forme di musica e danze. Per la campagna abbonamenti della stagione musicale 2017/2018 (la XXXV per l’associazione) i membri dello staff hanno pensato di usare nuovamente una fortunata formula già sperimentata in passato e rivelatasi vincente: quella degli abbonamenti al buio. La terminologia è evidentemente presa in prestito ed adattata dagli appuntamenti al buio proposti in ambito amoroso a chi è disposto ad incontrare ed a conoscere persone prima di allora sconosciute. Questa è anche la proposta di Catania jazz, che mette sul piatto dell’offerta ben 14 concerti (di cui gli artisti protagonisti non sono ancora noti) per la stagione che inizierà quest’anno. Ben due spettacoli in più rispetto all’anno precedente, suddivisi tra Teatro ABC (6 spettacoli) e MA (8 spettacoli). La campagna acquisti degli abbonamenti si è aperta qualche giorno fa, il 23 gennaio, e si concluderà il 30 aprile del 2017.

L’idea degli abbonamenti al buio nasce, come accade sempre più spesso in questo periodo di crisi economica, da un momento di grande difficoltà vissuto dall’associazione nella stagione 2014/2015 (ma le difficoltà si erano iniziate già a manifestare anche in precedenza). A causa della mancanza di contributi regionali, latitanti da ben tre anni, già in quell’anno Catania jazz era stata costretta a chiedere ai suoi fedelissimi seguaci di abbonarsi alla nuova stagione con sei mesi di anticipo e con un programma degli spettacoli previsti non solo completamente sconosciuto ma anche in dubbio di realizzazione. In quell’occasione, l’associazione aveva fatto leva sulla fiducia dei suoi abbonati, mai delusi in 30 anni di attività concertistica, e sul fatto che l’avere il più alto numero di abbonati nel panorama jazzistico italiano avrebbe potuto salvare le sorti della compagnia. La fiducia riposta è stata ben ripagata.

Come ha raccontato circa tre anni fa il direttore artistico Pompeo Benincasa ai microfoni di ‘Meridionews’ già la stagione 2013/2014 era stata tenuta in piedi grazie a fidi bancari ed all’investimento di risorse personali nel progetto. Suo malgrado, l’associazione ha dovuto accettare di decrescere pur di continuare a vivere e di abbandonare gli spettacoli al Teatro Metropolitan, costando il suo affitto troppo nei bilanci della compagnia. Venuti meno i più alti guadagni garantiti dalle più numerose poltrone del Metropolitan, tutto si è dovuto ridimensionare con effetto domino (ad esempio le campagne pubblicitarie dell’associazione). Nonostante tutto, se Catania jazz continua ad esistere ancora oggi si deve dire grazie a tutti coloro che vi hanno creduto ed investito, siano essi membri dell’associazione o abbonati, a dimostrazione del fatto che anche nelle difficoltà e nella mancanza di aiuti esterni ci si può continuare a battere per far vivere un progetto.

Per ulteriori informazioni sui costi e sulle modalità di abbonamento: http://www.cataniajazz.com/category/notizie/

 

Maria Mento

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