L’ Herbolarium Musuem presenta: Sesso e psiche (Le forme dell’amore)

Ogni domenica pomeriggio, alle ore 18, l’Associazione ContAnimare è lieta di invitarvi a partecipare ad un progetto particolare di cineforum che è in corso d’opera presso l’Herborarium Museum (a Catania, in via Crociferi). Il progetto prevede una scansione in 6 appuntamenti che, iniziati domenica 8 gennaio, si concluderanno la settimana dopo Pasqua (domenica 23 aprile).

A differenza dei progetti di cineforum che vengono proposti, ad esempio, ai ragazzi delle scuole e che in genere si basa sulla visione di film che nulla hanno in comune se non una proiezione temporale vicina tra loro nelle sale cinematografiche o, in alcuni casi, la versione in lingua originale, solitamente inglese (per aiutare i ragazzi nell’apprendimento di una lingua straniera), questo progetto vuole porsi come progetto di riflessione su una tematica: Sesso e Psiche (Le forme dell’amore).

Il progetto è curato da Lilia Di Rosa ed i sei film proiettati sono stati scelti in quanto capaci di raccontare diversi aspetti psicologici, talvolta molto pericolosi, sotto i cui colpi le relazioni amorose possono svelarsi fragili o addirittura soccombere. Le tematiche proposte sono: L’amore al buio, Lo specchio e l’ombra, Nonperamore, Dionisiache soluzioni, I vuoti dell’eros, Trinomia amorosa. I prossimi appuntamenti previsti sono quelli del 29 gennaio, del 19 febbraio, del 12 marzo, del 2 e del 23 aprile. Si è già svolta la proiezione del film “Una relazione privata”, in calendario lo scorso 8 gennaio. Tutti gli adulti possono accedere a questo particolare cine-caffè psicologico, ed è prevista anche l’offerta di una degustazione ai partecipanti.

Il film che verrà proiettato oggi, domenica 29, è “La vita di Adele”, un lavoro dell’attore e regista Abdellatif Kechiche risalente all’ormai lontano 2013. Nello stesso anno la pellicola ha vinto la Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes. Nonostante il successo raggiunto, l’opera controversa di Kechiche è stata molto criticata per le scene fortemente carnali tra le due giovani protagoniste. Tra i detrattori la stessa Julie Maroh, autrice del fumetto “Il blu è un colore caldo” da cui è tratto  lo sceneggiato, che ha giudicato forzate e non conformi allo spirito della sua opera l’ostentazione sessuale della trasposizione cinematografica. Ad ogni modo, non è per la sua essenza di film erotico che il  lungometraggio è stato scelto: esattamente come gli altri 5 film proposti dall’associazione ContAnimare, questo lavoro racconta degli aspetti molto più profondi di una relazione amorosa e di come possiamo apparire agli occhi della persona amata.

La tematica proposta dal cineforum per questa giornata, cioè lo specchio e l’ombra, non tarda ad emergere durante il racconto di questa storia. La pellicola racconta, infatti, la storia dell’amore omosessuale nato tra le ancora adolescenti Adele, la protagonista, ed Emma, un’ambiziosa aspirante pittrice. Con il passare del tempo, le due ragazzine diventano donne di pari passo cresce anche la storia d’amore che culmina con una convivenza. L’incipit della narrazione è l’amore come esaltazione delle somiglianze sulla quale, però,  pende come una spada di Damocle l’ombra delle differenze ben presto, infatti, Emma inizia a provare vergogna nello stare insieme ad Adele.

Emma frequenta circoli colti e persone estrose, molto vicine alla sua natura d’artista, mentre Adele, pur avendo un talento da potenziale scrittrice, si accontenta di lavorare come maestra. Agli occhi di Emma, Adele scade, Adele perde punti. Inizia a considerarla una persona debole, priva di ambizioni personali, e ne rimane delusa. Emma aveva proiettato su Adele le proprie ambizioni, il proprio mondo, e forse aveva idealizzato la donna amata non vedendola per quella che era realmente. Adele, da specchio di Emma, ne diviene l’ombra, quella persona che ci attrae e ci spaventa allo stesso tempo perché ha dei lati che non conosciamo, una figura sconosciuta, diversa, lontana.

Adele si accorge dell’allontanamento di Emma e, pur amandola ancora moltissimo, si getta tra le braccia di un uomo, dando ad Emma la prova definitiva (e forse anche la scusa giusta per allontanarsi da lei senza confessare i suoi pensieri) che Adele non è la persona giusta per lei. Emma riuscirà a rifarsi una vita con un’altra persona, Adele invece rimarrà sola struggendosi per l’amore perduto. Più che la pulsione erotica in generale, quello che si cercherà di indagare è la formazione interiore di Adele, e le numerose difficoltà incontrate durante la sua crescita. Difficoltà amplificate dato che parliamo di un adolescente che ha dovuto fare i conti con l’accettazione della sua omosessualità e con il giudizio di una società non sempre tollerante.

Maria Mento

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